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ETICA: MOTORE DI SVILUPPO ECONOMICO |
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| La responsabilità sociale d’impresa e l’etica negli affari costituiscono, senza dubbio, una problematica rispetto alla quale si stanno realizzando nuove dinamiche economiche e vi è quasi l’impressione che l’etica abbia riconquistato uno spazio che sembrava perduto. valerio melillo |
Storicamente questa sorta di generalizzazione riguardo alle applicazioni del termine etica – o anche del termine morale – ha sempre costituito il sintomo di un conflitto in atto tra idee e opinioni intorno a ciò che è bene e ciò che è male. L’etica non è soltanto una serie di regolamentazioni e normative da porre a posteriori…non si tratta solo di un codice formale atto ad arginare determinate occorrenze. L’etica è anche e soprattutto un motore di sviluppo economico: non possiamo comprendere i caratteri della crescita del mercato nelle diverse fasi storiche o nelle diverse civiltà se non partiamo da un’analisi di quelli che sono i comportamenti pratici dominanti in determinate aree del mercato. Ma cosa significa etica nel mercato? Significa avere determinati codici deontologici per far funzionare il mercato e nell’azienda specificatamente. In altri termini l’economia può anche essere considerata una forma di guerra, pur con mezzi diversi, ma deve comunque seguire determinate regole. Il problema dell’etica e della responsabilità sociale è sicuramente collegata al concetto di giustizia. Il problema della giustizia si lega strettamente al problema della solidarietà, essenziale alla sopravvivenza di una società come la nostra e al "modello" di giustizia al quale ci dovremmo conformare. In relazione a questo stato di cose, qual’è il modello di giustizia a cui ci dovremmo conformare? Deve essere unico o potrebbe articolarsi in più sistemi? Sarebbe utile adattare la giustizia al profilo del soggetto con cui di volta in volta abbiamo a che fare? Il movimento femminista - in Europa come in America - già negli anni Settanta si era schierato contro una giustizia diversificata per il soggetto donna e aveva promulgato il trattamento indifferenziato dei diversi soggetti; in caso contrario si sarebbe infatti perpetuato un sistema di diseguaglianza. Nelle attività quotidiane ricorrono delle situazioni di conflitto tra le regole scritte - che si ha il dovere di rispettare - e le norme non scritte, che derivano dalla propria coscienza, cultura ed educazione. In Italia è relativamente difficile intavolare un dibattito su etica e affari. Una delle domande relative a tale discorso potrebbe essere: è giusto o non è giusto che una multinazionale faccia affari con uno Stato che infrange le leggi relative al paese d’origine della multinazionale stessa? Pensiamo, ad esempio, a ciò che era il Sud Africa ai tempi dell’apartheid ed alla discussione che nacque tra i dirigenti delle grandi aziende riguardo all’opportunità o meno di intessere relazioni economiche con quel paese. Un’altra domanda potrebbe essere: è giusto o non è giusto fare affari con paesi dove la corruzione, lo sfruttamento minorile e dei lavoratori viene considerata una prassi normale? Cosa succede quando la responsabilità è solo di tipo morale? E chi può decidere sulla responsabilità morale di qualcun altro applicando una adeguata punizione? La risposta a tutte queste domande è la SA8000:2001
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