
| Tra i rischi connessi alle attività lavorative industriali quello chimico viene spesso sottovalutato perchè meno visibile ed evidente. A volte basta poco per prevenire morti bianche tanto assurde quanto evitabili. Questo articolo riporta informazioni base per lo svolgimento di lavori nel sottosuolo. Nel ricordo di Beniamino Argentina e Giuseppe Parisi: vittime di una cisterna interrata. |
Questo articolo è stato pubblicato con lo scopo di fornire utili indicazioni circa la prevenzione di situazioni altamente rischiose per ingressi in:
cisterne interrate, seminterrate o fuori terra ma con accesso dall’alto contenenti prodotti o sottoprodotti di lavorazione del vino ed altri fermentati, soggetti pertanto a riempirsi di gas pesanti e/o tossici. cisterne interrate, seminterrate o fuori terra ma con accesso dall’alto contenenti prodotti o sottoprodotti di altre lavorazioni di tipo organico, alimentare, zootecnico comunque soggette a fermentazioni di ciclo produttivo (ad es. silos per foraggi) o di origine accidentale o comunque indesiderata (ad es. infiltrazioni d’acqua in silos per sfarinati). tombini di fogne e di smaltimento di liquami sia di origine civile che zootecnico (fosse settiche ed altro). cavità, fosse, trincee, scavi profondi con ristagno di liquidi (e/o vapori) di varia natura compresa acqua piovana.
Nei suddetti luoghi è possibile venire a contatto con: mancanza di ossigeno, presenza di metano, anidride carbonica, anidride solforosa, ossido di carbonio, acido solfidrico o idrogeno solforato. Importante non fidarsi del proprio istinto o dei sensi: alcuni dei gas sopra citati sono inodore, altri, come l'acido solfidrico in alte concentrazioni, uccidono il nervo olfattivo rendendo impossibile la percezione del suo sgradevole odore.
Fondamentale l'uso di mezzi preventivi e protettivi:
MEZZI PREVENTIVI: in commercio esistono rilevatori di gas in grado di rilevare presenza di ammoniaca, acidi, gas. Questi rilevatori per il monitoraggio di gas sono disponibili in molteplici esemplari: dal dispositivo usa e getta a sofisticati mezzi di alta precisione. Per salvare una vita esistono modelli dal costo di nove euro. Oltre ai rilevatori di presenza di gas è fondamentale la ventilazione delle aree interessate che possono avvenire per mezzo di
MEZZI PROTETTIVI: Occorre sottolineare che le normali maschere antigas, pur dotate di filtri specifici per sostanze tossiche, non sono sempre adeguate alle operazioni in oggetto. Infatti il problema non riguarda (solo) la difesa contro sostanze irritanti, tossiche o nocive, ma essenzialmente la carenza di ossigeno nel posto di lavoro. E’ indispensabile che i lavoratori addetti a tali operazioni vengano preventivamente formati ed addestrati all’uso dei sistemi di protezione indicati (maschera ventilata ovvero autorespiratore, cinture). A tale scopo le ditte devono periodicamente simulare situazioni di rischio, facendo sì che i lavoratori eseguano materialmente le operazioni secondo le corrette procedure. Alcune delle sostanze sopra citate sono estremamente infiammabili pertanto è opportuno dotarsi di adeguati dispositivi antincendio e non indossare accessori metallici che potrebbero generare scintille per sfregamento. L'ingresso nella vasca da parte di lavoratore deve prevedere un'imbragatura completa con attacco sulla schiena collegato mediante una fune ad apposito argano per consentire di estrarlo velocemente dalla vasca al primo sintomo di malore mediante l’uso di un mezzo di sollevamento (ad es. un treppiede detto anche tripode - certificato a norma UNI EN 795 - da collocare sopra l’apertura delle cisterne interrate). Il lavoratore deve portare con sé l’apparecchio portatile di rilevatore di gas e misurazione in continuo della percentuale di ossigeno.
Quelli sopra indicati sono gas che, per loro natura, spesso non sono percepibili dall'uomo. Per questo motivo una particolare raccomandazione si rivolge ai datori di lavoro: quanto mai importante è un'accurata valutazione dei rischi e, nel caso in particolare, una valutazione del rischio chimico che consente di individuare DPI idonei al tipo di pericolo cui i lavoratori sono esposti. Per le lacrime di Noemi. zio Valerio |